Introduzione e descrizione

Acanthoscurria geniculata è una migale (famiglia Theraphosidae) conosciuta in terraristica come “Brazilian whiteknee”, ovvero la migale “ginocchia bianche Brasiliana”, per le marcate bande chiare sulle articolazioni delle zampe; è una specie originaria del Brasile, legata soprattutto al bacino amazzonico nel nord del Paese e riportata in diverse aree del nord/centro-nord (tra cui Rondônia, Roraima, Pará e Mato Grosso) in ambienti tropicali umidi.

Dal punto di vista fisico è facilmente riconoscibile proprio per il forte contrasto tra la colorazione generale scura e le “ginocchia” chiare, con corpo e zampe su tonalità brune molto scure/nerastre e peluria fitta rossastra; l’addome è ricoperto di peli, inclusi i peli urticanti tipici di molte migali americane. Da adulta è di taglia medio-grande e raggiunge in genere una lunghezza del corpo fino a circa 8–9 cm e un legspan (apertura massima con zampe distese) tipicamente attorno a 18–20 cm, con maschi maturi spesso un po’ più piccoli e più slanciati; valori superiori possono essere riportati ma sono rari e non rappresentativi della media.

In allevamento, spesso è preferibile iniziare con un sling (ovvero un giovane di pochi cm), così da prendere confidenza in modo graduale con il suo carattere: questa specie infatti può essere rapida e scattosa e, se infastidita, può assumere atteggiamenti difensivi. Un comportamento tipico è lo sfregamento delle zampe posteriori sull’addome, con rilascio in aria di peli urticanti che, se si è troppo vicini, possono irritare la pelle e occhi. Nelle migali americane i peli urticanti sono un importante sistema di difesa: quando percepiscono una minaccia “pettinano” l’addome creando una piccola “nuvola” irritante per l’aggressore. Attenzione anche durante la manutenzione: i peli urticanti possono causare irritazione anche semplicemente toccando una muta, persino se vecchia di molti mesi.
Come descritto nell’articolo “5 motivi per i quali le Migali non dovrebbero essere maneggiate”, si sconsiglia fortemente di maneggiarle.

Acanthoscurria geniculata
Femmina adulta di Acanthoscurria geniculata - Fonte Wikipedia

Habitat e terrario

Acanthoscurria geniculata va allevata sempre singolarmente: non è una specie sociale e la convivenza, anche in terrari grandi, porta facilmente a stress cronico, competizione per rifugio e cibo e può finire in aggressioni o cannibalismo, soprattutto dopo una muta o durante l’alimentazione.

Le dimensioni del contenitore devono essere proporzionate alla taglia dell’animale: gli sling si tengono in contenitori piccoli (barattolini o contaglobuli), aumentando progressivamente lo spazio con la crescita. Nelle migali, soprattutto negli stadi giovanili, contenitori troppo grandi possono causare stress; utilizzare spazi ridotti non è sinonimo di maltrattamento.

Indicativamente, la base del terrario può essere pari a circa 2–2,5 volte il legspan (cioè la larghezza massima dell’animale con le zampe completamente distese), anche meno per sling molto piccoli. Per un adulto è adeguato un terrario di circa 30×30×20h cm. Non è necessario cambiare terrario ad ogni muta: lo si fa solo quando lo spazio diventa chiaramente insufficiente o poco pratico da gestire.

Essendo una specie terricola, l’altezza del terrario non è rilevante e può rappresentare un rischio in caso di caduta. È preferibile sviluppare il terrario in larghezza e profondità, fornendo un substrato che consenta all’animale di scavare. In un terrario da adulto, 5–6 cm di substrato sono un buon minimo funzionale; se si può abbondare, meglio, perché aumenta la stabilità e la possibilità di creare una tana più “solida”.

L’allestimento può essere molto semplice: substrato e un rifugio (tipicamente sughero appoggiato e parzialmente interrato).

Elementi decorativi aggiuntivi non apportano benefici all’animale e servono esclusivamente all’estetica dell’allevatore.

Il substrato consigliato è una miscela composta da circa 80% torba bionda di sfagno e 20% sabbia. Questa combinazione, se ben reidratata e compattata, garantisce una buona stabilità delle pareti della tana e permette alla migale di scavare e modellare il substrato in modo naturale. È fondamentale utilizzare materiali privi di fertilizzanti o additivi. Il substrato va preparato in anticipo, inumidito uniformemente e pressato, evitando di inserirlo secco o polveroso.

Temperatura e umidità

Per Acanthoscurria geniculata si mantengono temperature stabili, con notte ~24 °C e giorno 26–28 °C. L’idratazione viene fornita tramite nebulizzazioni, mantenendo il substrato leggermente umido (mai fradicio). Negli sling non si utilizza la ciotola d’acqua, poiché rappresenta un rischio di annegamento. Negli adulti è possibile inserire una ciotolina molto bassa, ma non è indispensabile: se l’animale tende a rovesciarla frequentemente, è preferibile eliminarla e continuare a gestire l’idratazione esclusivamente tramite il substrato.

Per il riscaldamento, è necessario utilizzare cavi o tappetini riscaldanti, da posizionare sul retro del terrario e mai sotto. L’uso di riscaldamento sotto il terrario non è adeguato, poiché impedisce all’animale di creare una tana con la temperatura desiderata. È assolutamente vietato l’uso di lampade riscaldanti, che non sono appropriate per questa specie e comprometterebbero le condizioni naturali necessarie per il suo benessere.

Alimentazione

Per Acanthoscurria geniculata l’alimentazione si basa su cibo vivo costituito da insetti allevati e di taglia adeguata.

  • Sling: micro-prede (es. piccoli grilli, blatte neonate, camole appena nate) 1–2 volte a settimana, evitando prede troppo grandi che possano stressare o ferire l’animale.
  • Juvenile: prede più consistenti circa 1 volta a settimana.
  • Adulti: in genere 1 preda grande (o 2 medie) ogni 2 settimane.

Queste frequenze sono indicative: la cosa davvero importante è osservare la risposta dell’animale e la condizione dell’addome (che deve restare pieno, ma non “gonfio”). Se l’animale rifiuta il cibo, non “insistere a tutti i costi”: spesso sta entrando in pre-muta o semplicemente non ne ha bisogno in quel momento.

È buona norma rimuovere le prede non consumate entro un paio d’ore (soprattutto in pre-muta), perché possono disturbare l’animale o diventare un problema igienico; durante la pre-muta è normale che riduca o interrompa l’alimentazione.

Digiuni e assenze: non serve andare in ansia se l’animale fa digiuni più lunghi: molte migali possono restare senza mangiare per periodi estesi senza problemi, se sono ben idratate e in buone condizioni.

Allo stesso modo, se per motivi personali (es. viaggio) salti l’alimentazione per un paio di settimane, di norma non succede nulla: non deve diventare la regola, ma non è un problema.

Muta

Acanthoscurria geniculata, come tutti gli artropodi, ha un esoscheletro che non cresce continuamente, quindi per crescere deve sostituirlo periodicamente nel processo di muta, chiamato ecdisi. Questo avviene in tre fasi principali:

   1. Pre-muta: in questa fase, l’animale diventa più statico e perde l’appetito. I colori del tegumento diventano più spenti, segnalando che la muta è imminente. Il ragno potrebbe anche rifugiarsi nella tana per cercare tranquillità.
   2. Muta: Durante il processo di muta, il ragno sfilando il vecchio esoscheletro si ribalta su se stesso. Questa è una fase molto delicata, e l’allevatore non deve interferire.
   3. Post-muta: Una volta completata la muta, il nuovo esoscheletro appare ancora morbido e deve indurirsi progressivamente.

In questa fase, i colori del ragno diventano più brillanti e vivaci, ma l’animale risulta debole e vulnerabile. Non bisogna alimentarlo subito, per evitare danni ai cheliceri ancora delicati. Per gli esemplari giovani, si consiglia di aspettare almeno 1 settimana prima di offrire il cibo, mentre per gli adulti è meglio aspettare circa 3 settimane.

La muta permette anche la rigenerazione di arti o cheliceri danneggiati.

Negli esemplari adulti, potrebbero essere necessarie più mute per una rigenerazione completa. Durante questa fase è importante aumentare l’umidità nella teca e sospendere l’alimentazione.
Acanthoscurria geniculata cresce rapidamente, soprattutto durante la fase giovanile, e la frequenza della muta dipende dalla quantità di cibo che le viene offerta e dalla temperatura.

Riproduzione

Acanthoscurria geniculata è una specie che si riproduce facilmente e con buona frequenza in cattività. Il processo di accoppiamento non presenta particolari difficoltà, ma è importante seguire alcune precauzioni per evitare problemi. I maschi raggiungono la maturità sessuale mediamente in 2-3 anni e rimangono attivi per circa 6-8 mesi dopo la maturazione. Le femmine, invece, maturano più lentamente, solitamente tra i 3 e i 5 anni, e devono essere almeno 3-4 settimane post-muta prima di essere introdotte al maschio.

Prima di procedere con l’accoppiamento, è fondamentale che entrambi gli esemplari siano ben nutriti, ma non in sovrappeso, per evitare complicazioni.

L’accoppiamento deve avvenire nell’habitat della femmina, per favorire il suo comportamento naturale. Per introdurre il maschio, è consigliabile farlo lentamente, utilizzando un contenitore, in modo da evitare movimenti bruschi che potrebbero far credere alla femmina che il maschio sia una preda. È essenziale osservare attentamente la reazione della femmina: se appare troppo minacciosa o aggressiva, è meglio rimandare l’accoppiamento.

Se, invece, la femmina appare relativamente tranquilla e non mostra segni di ostilità, l’accoppiamento può procedere.

Durante l’accoppiamento, che avviene preferibilmente di notte, il maschio inizia a battere sul substrato per attirare l’attenzione della femmina. Se la femmina è recettiva, risponderà con un comportamento simile, permettendo al maschio di sollevare il suo corpo e procedere con la copulazione. Una volta completato l’accoppiamento, è fondamentale rimuovere immediatamente il maschio per evitare che la femmina lo attacchi.

Dopo la fecondazione, la femmina inizia a costruire il cocoon, un bozzolo che richiede circa 3 mesi di incubazione prima di essere pronto. Dopo la formazione del bozzolo, la schiusa avviene in un periodo che va dalle 4 alle 6 settimane.

La specie è molto prolifica, con la possibilità di generare un numero elevato di piccoli da un solo bozzolo, che può variare da 1000 a 2000 esemplari. I piccoli, al momento della nascita, misurano tra i 5 e gli 8 mm e crescono rapidamente.

In genere, la femmina protegge il bozzolo per 6-9 settimane, periodo durante il quale i piccoli rimangono al suo interno. Una volta che i ragnetti raggiungono il secondo stadio di sviluppo, si consiglia di separarli in contenitori individuali per favorire la crescita. Durante la fase di crescita, i ragnetti devono essere alimentati con prede molto piccole, come grilli appena nati o mosche da frutta volanti, a intervalli di 2-3 giorni.

Dove trovarli

Acanthoscurria geniculata è reperibile presso:
  • Gruppi di appassionati;
  • Allevatori specializzati;
  • Fiere ed eventi del settore.
Nota: non rilasciare mai in natura esemplari.

Stefano Nicolosi

Mi chiamo Stefano Nicolosi, sono biologo e naturalista. Sono nato a Siracusa, ma vivo a Reggio Emilia da diversi anni. La mia passione per la natura, infatti, nasce in Sicilia, dove da bambino trascorrevo ore ed ore ad osservare insetti e piccoli animali nascosti tra le rocce e le piante. Col tempo quella curiosità si è trasformata in un percorso di studi e in un lavoro, ma soprattutto in un modo di guardare il mondo: con attenzione ai dettagli, anche a quelli che spesso passano inosservati. Ho creato invertebrati.it per condividere questo sguardo, raccontando gli invertebrati con schede pratiche di allevamento, curiosità e informazioni scientifiche affidabili. Perché credo che conoscere meglio queste creature sia il primo passo per apprezzarle davvero.

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