Blaptica dubia, comunemente nota semplicemente come blatta dubia, è una blatta appartenente alla famiglia Blaberidae originaria del Centro e Sud America, in particolare del Brasile, Argentina e Venezuela, Uruguay.
Questa specie, a causa del suo uso come insetto da pasto, si è stabilita in altri paesi tropicali e subtropicali, ma non è considerata una specie invasiva come altre blatte.
In terraristica è molto diffusa come insetto da pasto per rettili, invertebrati e uccelli insettivori.
Le neanidi hanno una livrea marrone grigiastra, mentre gli adulti sono marrone scuro o nero con lievi sfumature grigie e misurano 3,5 – 4,5 cm.
Le femmine sono attere, mentre i maschi sono dotati di ali.
Si tratta di una specie ideale come insetto da pasto perché è facile da allevare, si riproduce a un ritmo moderato, ed è poco chitinosa (quindi più “succulenta” e nutriente).
Vediamo adesso come allevarle.
Setup
Al contrario di altre specie (come Nauphoeta cinerea o Gromphadorina portentosa), Blaptica dubia è facilmente allevabile con setup spartani, non è necessario creare un ambiente simile a quello naturale. Anzi, un setup più spartano permette una maggiore igiene e previene la formazione di muffe.
Questi insetti possono essere allevati in box di dimensioni variabili purché dotati di coperchio ermetico. Il coperchio deve essere dotato di un’apertura chiusa da una rete che permetta la circolazione dell’aria ma che impedisca agli adulti e alle neanidi di scappare.
Come rete si può utilizzare una zanzariera fissata al box con della colla a caldo.
All’interno del box bisogna mettere dei nascondigli stretti e morbidi, i cartoni delle uova e rotoli di carta igienica schiacciati sono ideali.
Sul fondo, consiglio di non mettere nulla, la presenza di un substrato di carta o fibra di cocco potrebbe soltanto aumentare il rischio di muffe e rendere più complicate le operazioni di pulizia.
Blaptica dubia non è in grado di scalare le pareti lisce, quindi non è necessario spalmare vasellina sui bordi del box per prevenire fughe. Sono comunque animali timidi, preferiscono nascondersi che evadere.
Temperatura
La temperatura ideale oscilla tra i 20 – 30°C, pertanto possono essere allevate senza problemi a temperature casalinghe.
Bisogna considerare però che a temperature più basse si riproducono più lentamente, questo aspetto verrà approfondito nel paragrafo sulla riproduzione.
Inoltre a temperature maggiori di 35°C si osserva che molte neanidi muoiono prima di diventare adulte.
Umidità
Hanno bisogno di un tasso di umidità moderato, quindi è consigliato nebulizzare leggermente l’ambiente ogni tanto, specialmente in estate, per mantenere l’umidità adeguata e idratare gli insetti.
Alimentazione
Bisogna fornire a questi invertebrati frutta, verdura e alcuni cibi proteici.
Come frutta e verdura si può somministrare qualunque cosa purché non contenga pesticidi, io solitamente le nutro con bucce o pezzi di frutta e patate. Bisogna rimuovere eventuali avanzi di cibo per evitare lo sviluppo di muffe.
Per la parte proteica si possono somministrare piccole quantità di crocchette di cani e gatti o cibo per pesci.
Riproduzione
Per riprodurle non è necessaria nessuna accortezza particolare, è sufficiente nutrirle correttamente e mantenerle ad una temperatura adeguata.
Al contrario di molte altre specie di blatta, Blaptica dubia non depone ooteche ma mantengono le uova all’interno del corpo per poi partorire le neanidi. Questi animali sono quindi ovovivipari.
Di tanto in tanto vi capiterà di osservare le femmine con una strana struttura che fuoriesce dall’addome, non preoccupatevi stanno solo facendo aerare l’ooteca.
In estate, le alte temperature portano ad un aumento del metabolismo e della riproduzione. Quindi, per evitare un’eccessiva crescita della popolazione, consiglio di mantenerle a temperature più basse almeno in inverno. In questo modo rallentano il metabolismo e smettono di riprodursi.
Capacità di infestazione
Blaptica dubia, in diverse aree del mondo, non è considerata una specie infestante. Alle nostre latitudini, il rischio di infestazione è nullo. Bisogna prestare attenzione ad eventuali fughe ma non c’è da allarmarsi se qualche esemplare riesce a fuggire.
Ad oggi, nonostante sia una specie molto allevata, in tutta Europa non si registrano infestazioni di questa specie (Sánchez et al. 2024).
In conclusione
In conclusione, consiglio vivamente di allevare questi invertebrati se avete bisogno di insetti da pasto prolifici, non impegnativi e nutrienti. Buon allevamento!
