Porcellio pruinosus
Powder Blue/Orange
Introduzione
Porcellionides pruinosus è un isopode terrestre appartenente alla famiglia Porcellionidae, originario di Europa e area mediterranea, oggi diffuso praticamente in tutto il mondo come specie cosmopolita.
La specie si inserisce in un’importante nicchia ecologica, contribuendo al ciclo della decomposizione. Nel commercio terraristico è conosciuta soprattutto nelle morph “Powder blue”, “Powder orange”, “Orange cream”, “Whiteout”, “Oreo Crumble”, “Red Koi”, ecc.
Porcellionides pruinosus è una specie diffusa in terraristica, con numerose varietà selezionate, molto apprezzata come clean-up crew e considerata adatta anche ai principianti per la sua rusticità.
Descrizione
Gli adulti raggiungono una lunghezza di circa 8–11 mm, con un corpo generalmente grigio-bluastro o grigio-violetto con aspetto “polveroso” e possibili variazioni di colore come numerose morph selezionate (Orange, Powder orange, Powder blue, Whiteout, Oreo Crumble, Dalmatian Orange, Red Koi, ecc.).
La superficie del corpo è finemente granulosa/“scagliosa”, con una sorta di patina opaca che dà il caratteristico effetto brinato (da cui il nome pruinosus).
Si tratta di una specie molto attiva e veloce, che tende a muoversi sulla superficie del substrato e non è in grado di arrotolarsi a sfera. (NZ Slaters)
Habitat e terrario
Per ricreare l’habitat naturale di questi invertebrati, è importante mantenere un ambiente simile al sottobosco. Per una piccola colonia, utilizza un contenitore di almeno circa 20 x 15 cm di base (altezza 10–15 cm), per avere sufficiente superficie di foraggiamento, dotato di buona ventilazione e zone sia umide che leggermente più secche. Se desideri allestire un terrario bioattivo, assicurati di includere anche una varietà di piante che possano contribuire a stabilizzare l’ambiente.
P. pruinosus è molto adattabile e tollera anche setup relativamente più asciutti, purché sia sempre presente almeno una zona stabilmente umida in cui rifugiarsi.
Substrato
Il substrato ideale per questa specie deve ricreare il suolo del sottobosco, ricco di materia organica e mantenere una leggera umidità. Una buona miscela consiste in terriccio senza fertilizzanti, torba o fibra di cocco, insieme a foglie secche e legno marcio ben decomposto. L’importante è che il substrato sia nutriente e permetta un buon drenaggio per evitare ristagni d’acqua.
In superficie, aggiungi foglie secche, muschio e corteccia/sughero per offrire rifugi naturali.
Per P. pruinosus funziona molto bene un marcato gradiente: indicativamente 60–70% del substrato mantenuto umido e il restante più asciutto, sempre con buona ventilazione, evitando però che la parte umida diventi fangosa.
È consigliabile integrare nel substrato o in mangiatoia una fonte di calcio (ossa di seppia, gusci d’uovo ben sterilizzati, carbonato di calcio in polvere) per supportare le mute.
Temperatura e umidità
• Temperatura ideale: 21–26 °C
• Range tollerato: circa 18–29 °C, con buona sopportazione anche di brevi oscillazioni fuori range se il substrato rimane adeguato.
• Umidità: media con tendenza all’alto (indicativamente 60–80%) e presenza di un chiaro gradiente tra zona umida e zona più secca nel terrario.
Il substrato deve rimanere con zone costantemente umide (soprattutto rifugi e strato profondo) e una porzione più secca e ben aerata, dove gli animali possano spostarsi per evitare eccesso di umidità.
Alimentazione
Porcellionides pruinosus è una specie prevalentemente onnivora opportunista, che si nutre principalmente di materia organica in decomposizione.
In terrario, puoi offrire:
– Piccoli pezzi di frutta e verdura (come mela, zucchina, carota, patata, ecc.);
– Foglie secche e legno marcio sempre disponibili;
– Occasionalmente una fonte proteica, come cibo per pesci o crocchette di gatto.
Rimuovi gli avanzi freschi dopo 24 ore per evitare la formazione di muffe o batteri. Evita l’uso di agrumi, cipolla e cibi salati, che potrebbero danneggiare gli isopodi.
Riproduzione
Le femmine di Porcellionides pruinosus portano le uova in un marsupio oostegale. Dopo circa 3–4 settimane (20–30 giorni a seconda di temperatura e condizioni), nascono covate generalmente di 20–70 piccoli circa, con un numero di uova per covata che può arrivare a circa 70–80 in condizioni ottimali.
I piccoli presentano dimensioni molto ridotte e colorazione bianca/traslucida; sono completamente terrestri fin dalla nascita e in grado di alimentarsi da soli, assumendo nel corso di poche mute l’aspetto e la colorazione degli adulti (o della morph di appartenenza).
In condizioni favorevoli, la riproduzione può avvenire praticamente tutto l’anno, con più generazioni sovrapposte e femmine che possono produrre più covate successive; in cattività molti individui raggiungono i 2–3 anni di vita, permettendo colonie numerose e stabili.
Dove trovarli
Porcellionides pruinosus è reperibile presso:
• Gruppi di appassionati;
• Allevatori specializzati;
• Fiere ed eventi del settore.
Nota: Non rilasciare mai in natura esemplari.
Convivenza
Porcellionides pruinosus è una specie pacifica, molto attiva e gregaria, che non mostra comportamenti territoriali veri e propri. Può convivere con altre forme di microfauna non aggressiva, come collemboli, millepiedi e altri decompositori, purché condividano gli stessi parametri di allevamento (temperatura, umidità, tipo di substrato).
È ampiamente usata come clean-up crew in terrari con rettili e anfibi di piccola/media taglia, dove si occupa di rifiuti organici, foglie morte e residui di cibo; va solo considerato che molti animali possono predarla, riducendo la densità della colonia.
La convivenza con predatori, come ragni, scorpioni e scolopendre, è possibile, ma potrebbe comportare delle predazioni. Per mantenere stabile la colonia, è sconsigliata la coabitazione con queste specie. Inoltre, è importante evitare la convivenza con animali che producono molta mucosità, come le chiocciole africane, poiché potrebbero alterare le condizioni del substrato e non essere compatibili con la specie.
In terrari molto piantumati, colonie sovraffollate o poco alimentate possono arrivare a danneggiare tessuti vegetali teneri (nuove foglie, radici superficiali); mantenere buona disponibilità di lettiera, legno marcio e alimenti supplementari riduce sensibilmente questo rischio.
