I Rotiferi | Caratteristiche e classificazione

I rotiferi sono un gruppo di invertebrati appartenenti al phylum Rotifera, di cui sono conosciute circa 2000 specie.

Il nome Rotifera deriva dal latino rota, “ruota” e ferō, “porto”, quindi portatore di ruota.

Il perché di questo nome va cercato nell’aspetto di una struttura detta corona e di cui parlerò più avanti nell’articolo.

Descrizione

La maggior parte delle specie ha una lunghezza che va dagli 0,1 ai 0,5 mm ma il range dimensionale va dai 50 µm (0,05 mm) ai 2 mm.

Se osservati al microscopio, questi animali, sono dotati di una struttura detta corona che sembra ruotare proprio come una ruota. In realtà questo effetto è dato dal movimento sincronizzato di tantissime ciglia che creano un vortice che convoglia il cibo alla bocca.

Habitat

La maggior parte delle specie vive in acqua dolce mentre le specie marine sono poche e con caratteristiche primitive (Seisonidea). Tipicamente hanno vita libera ma esistono anche specie parassite di animali vertebrati, compreso l’uomo.

Le specie a vita libera possono essere solitarie o vivere in colonie.

Alcune specie vivono ancorate su superfici come il suolo, le piente acquatiche, rocce o altri animali (sopratutto crostacei e molluschi), altre nuotano nella colonna d’acqua, altre ancora negli interstizi tra i granelli di sabbia, nella pellicola d’acqua che ricopre i muschi o altre superfici umide.

Classificazione

La classificazione dei rotiferi è molto discussa, non è chiaro quale sia la relazione filogenetica tra i diversi gruppi: Bdelloidea, Monogononta e Seisonididea. In realtà esiste un quarto gruppo che si chiama Acanthocephala (di cui non parlerò) che è composto da specie esclusivamente parassite interne, secondo alcuni autori si tratta di un gruppo molto particolare di rotiferi, secondo altri si tratta di un phylum a se stante. Gli studi sul DNA danno, purtroppo, risultati contrastanti. 

Bdelloidea

I bdelloidei sono circa il 30% dei rotiferi. Hanno un corpo vermiforme e si riproducono solo per via partenogenetica, sono quindi tutte femmine. La maggior parte di queste specie, quando le condizioni ambientali non sono più favorevoli alla loro sopravvivenza, sono in grado di entrare in uno stato di dormienza detto anidrobiosi. Quando le condizioni tornano favorevoli riacquistano le normali attività.

Rotifero, invertebrati
Rotifero bdelloideo osservato al microscopio. - Photo by Frank Fox, Wikipedia

Monogononta

I monogononti sono il 70% delle specie di rotifero e sono caratterizzati dalla presenza di una sola gonade (gli altri gruppi ne hanno due, per questo vengono inseriti nella classe Digononta). Sono un gruppo di animali molto diversificati, possono avere il corpo loricato (protetto da una corazza) oppure no.

invertebrati
Brachionus quadridentatus (Brachionidae) osservato al microscopio. - Photo by Frank Fox, Wikipedia

Seisonidea

Si tratta di una piccola classe di rotiferi a cui appartengono solo due generi: Seison e Paraseison.

Tra i rotiferi sono il gruppo più primitivo, sono marini e vivono attaccati al carapace di piccoli crostacei appartenenti al genere Nebalia.

Sono animali epizoici, vivono cioè sul corpo di altri animali senza essere però dei parassiti.

Nell’immagine in basso, presa dal lavoro di Ricci et al. 1993 sono visibili diversi esemplari osservati al microscopio elettronico.

rotiferi seisonidea

Riproduzione

Le modalità riproduttive dei rotiferi sono molto varie e dipendono dal gruppo che stiamo prendendo in considerazione. 

I Bdelloidei ad esempio si riproducono solo per partenogenesi, non sono conosciuti maschi.

I Seisonidei sono invece animali che si riproducono solo per via sessuale, ci sono quindi maschi e femmine che hanno un aspetto molto simile e sono in rapporto 1:1.

I rotiferi con cicli riproduttivi più interessanti sono i monogononti: si riproducono per partenogenesi ciclica.

Normalmente infatti le femmine (diploidi, 2n) si riproducono per partenogenesi, dando vita a femmine geneticamente identiche a loro. In condizioni non adatte alla sopravvivenza (poca acqua, temperature estreme) nascono degli individui maschi (aploidi, n) che si accoppiano con femmine aploidi dando origine a delle uova durature in grado di resistere al disseccamento e altre condizioni avverse. Queste uova si schiuderanno nel momento in cui le condizioni ambientali torneranno favorevoli.

Spesso i maschi sono totalmente diversi dalla femmina, tanto da sembrare animali completamente diversi. Alle volte i maschi hanno un apparato boccale atrofizzato, sopravvivono soltanto il tempo necessario per accoppiarsi. Questa strategia è molto importante perché fa si che ogni volta che le condizioni ambientali sono critiche si ha un rimescolamento del DNA. Nel momento in cui le condizioni sono costanti si ha riproduzione asessuale che non porta ad una variabilità genetica mentre, con il cambiamento di condizioni si ha la riproduzione sessuale che porta ad una maggiore variabilità genetica, fondamentale per afforntare l’ambiente che cambia

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