Procambarus clarkii, il gambero killer della Louisiana

Procambarus clarkii, meglio noto come gambero rosso della Louisiana o gambero killer è un crostaceo d’acqua dolce appartenente alla famiglia Cambaridae.

gambero
P. clarkii. Fonte: Wikipedia

Generalità

Predilige acqua ferma o a lento scorrimento, resiste al disseccamento costruendo delle profonde tane ma è in grado di percorrere anche lunghi tragitti fuori dall’acqua (questa loro caratteristica ha permesso loro di diffondersi anche in corpi idrici isolati). 

Gli adulti misurano circa 12cm e hanno una colorazione rosso-brunastra con sfumature blu. I giovani, invece sono grigio-verdastri, si confondono facilmente con fondali fangosi.

In acquariofilia sono stati selezionati esemplari con colorazioni molto variegate: bianchi, maculati, arancioni, rossi, blu, rosa e viola.

In basso 3 foto di un giovane esemplare pescato in provincia di Mantova. Le chele sono di piccole dimensioni, stavano ricrescendo, deve averle perse quando era molto piccolo. 

Distribuzione

P. clarkii è originario del nord del Messico e sud degli Stati Uniti. Data l’elevata importanza nel settore dell’acquacoltura, questi gamberi sono stati introdotti in tutti i continenti eccetto l’Antartide e l’Oceania, diventando una specie invasiva. La facilità con la quale si sono diffuse è dovuta all’estrema adattabilità e resistenza. Questi animali, infatti, resistono a diversi livelli di salinità, acidità, ossigeno e possono percorrere lunghe distanze camminando sulla terra ferma. 

Sotto potete vedere una mappa in cui sono riportate le segnalazioni di questi crostacei nel mondo. È evidente che l’areale attuale sia molto più esteso rispetto quello originario.

distribuzione gambero killer
Osservazioni di Procambarus clarkii, fonte INaturalist

In Italia i primi esemplari di gambero killer sono stati trovati in provincia di Torino nel 1989.

Da allora questa specie si è diffusa in quasi tutto il territorio nazionale secondo le tempistiche riportate nell’immagine seguente.

Diffusione di P. clarkii in Italia. Fonte: Lo Parrino et al. (vedi bibliografia)

Alimentazione

Hanno una dieta generalista, si nutrono principalmente di piante acquatiche ma anche insetti, anfibi e pesci. Sono animali aggressivi anche tra loro, il cannibalismo è molto frequente, infatti è facile trovare esemplari senza chele, il risultato di un combattimento.

Nemici naturali

Questi animali vengono predati sopratutto da uccelli acquatici come cormorani, garzette, aironi, nitticore, ibis (anch’essi alloctoni) ma anche da pesci come lucci, persici trota, persici reali, mammiferi e rettili.

Danni

L’introduzione del gambero rosso de Louisiana ha un notevole impatto negativo sugli ambienti acquatici e su alcune attività antropiche.

Innanzitutto le abitudini alimentari di questa specie alloctona ha causato una forte riduzione di anfibi, insetti e piante acquatiche portando ad una semplificazione degli habitat che risultano quindi meno stabili e più suscettibili ad eutrofizzazione. 

Un altro problema è rappresentato dal fatto che P. clarkii è portatore della peste dei gamberi, una malattia causata da un oomiceto Aphanomyces astaci. Questa patologia ha danneggiato le già fragili popolazioni di gamberi autoctoni come Austropotamobius pallipes

P. clarkii scava gallerie molto lunghe che rendono gli argini molto più fragili, creando un problema non solo ambientale ma anche di sicurezza idraulica.

Cosa fare se lo si incontra

Come tutte le specie aliene, quando si incontra un esemplare bisogna rimuoverlo dall’ambiente. La normativa vigente stabilisce che debbano essere, purtroppo, soppressi sul posto. Il modo più immediato e indolore per far ciò è calpestarli.

Altri animali se ne nutriranno.

In cucina

Date le notevoli dimensioni, la rapidità di crescita e la bontà delle sue carni, è considerata una prelibatezza. Per questa ragione sono stati importati in tutto il mondo!

Questi animali tendono però a bioaccumulare nelle loro carni sostanze tossiche presenti in ambiente. Per questa ragione possono essere consumati solo se allevati in acqua pulita.

Fonti e approfondimenti

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